50 anni sul palco, Gianna Nannini travolge Berlino e omaggia la nonna
"Giannagold" scatenata e toccante. La Waldbuehne gremita e in ovazione
Gianna Nannini non ha età. E ieri a Berlino questo è stato chiaro a circa ventimila persone, nella magia del Waldbuehne, il grande anfiteatro nel bosco, in cui la rockstar italiana ha aperto la tournée con cui celebra i 50 anni sul palco. Lei, che è sempre lei, ha mandato il pubblico in visibilio, regalando una serata di grandissime emozioni, a tanti italiani, ma soprattutto a una marea di tedeschi venuti da tutta la Germania per ascoltarla. E alla fine in ovazione hanno cantato "Un'estate italiana", la canzone dei mondiali del '90, che portò fortuna alla nazionale tedesca (dell'ovest). Un concerto travolgente, in cui Gianna ha dato il meglio di sé, riempiendo il tempo di suggestioni molto diverse. "Ha messo le mani nei pantaloni, e allora?", titola lo Stern, sottolineando il riferimento alla masturbazione, che pure non è mancato, per poi elogiare l'incredibile performance, lodata a caldo con toni entusiastici dalle recensioni in Germania. "Serata indimenticabile", titola il Berliner Morgenpost. Scatenata, come sempre, ha percorso l'immenso palco fra scatti, corse, giravolte, con la voce lasciata intatta dal tempo, e dopo oltre due ore, ancora pronta a ripartire. Ma Giannagold, look elegante, con giacche d'argento di taglio diverso, e pantaloni di pelle, accompagnata dall'Ochestra Sinfonica di Praga, ha anche molto altro da dire al pubblico di questi tempi. Un omaggio alla nonna, partendo da una foto in bianco e nero, è il momento intimo e solenne della serata. Nel silenzio generale, la voce della superstar ha letto: "Durante la guerra, la casa di mia nonna era occupata da uomini in uniforme. Lei non dava a vedere nulla, era risoluta e sicura di sé. Se ne stava semplicemente lì, davanti al suo ferro da stiro, e stirava il mondo. Nessuna paura negli occhi, nessuna lacrima. Solo quella forza silenziosa delle donne che non hanno bisogno di gridare". "Così era mia nonna. Radici robuste, rami piegati dal vento, ma mai spezzati. Come una quercia nel mezzo della tempesta. Questa canzone è per lei e per le donne come lei". Ancora più toccante, forse, quel che arriva subito dopo: quando, seduta al pianoforte, canta "Ragazzo dell'Europa", nel quale ha integrato un omaggio alla canzone napoletana con "'O surdato 'nnamurato", evocando la durezza di un'epoca che angoscia la società civile e i giovani. Quindi si è lasciata andare a un duo al piano spericolato dal sapore brechtiano. C'è il tributo a Domenico Mudugno, con "volare", quando la scenografia, sempre mozzafiato, un tripudio di ori arancioni rossi, busti e colonne, si è tinta di blu. Ma a una folla piena di suoi coetanei, che hanno riempito la metropolitana berlinese come dei ragazzini, la Nannini ha naturalmente fatto riascoltare anche tutti i più grandi successi. Da "Bello e impossibile" a "Meravigliosa creatura" fino a un'intensa interpretazione di "Aria", registrata anche in tedesco sui titoli di coda.
S.Lee--TNT
