The National Times - A Settimana della Critica vince l'italiano Prima della Guerra, 'ha una lingua universale'

A Settimana della Critica vince l'italiano Prima della Guerra, 'ha una lingua universale'


A Settimana della Critica vince l'italiano Prima della Guerra, 'ha una lingua universale'
A Settimana della Critica vince l'italiano Prima della Guerra, 'ha una lingua universale'

Delegata generale della Sic: "Nuova generazione scommette su una rivoluzione non violenta"

Cambia la dimensione del testo:

(dell'inviata Francesca Pierleoni) La vittoria di Prima della Guerra di Tommaso Usberti alla Settimana della Critica "mi rende estremamente felice perché è stato un anno complicato per l'industria italiana e da parte nostra c'è stata la volontà di dare un segnale di fiducia. Nell'intera selezione avevamo tre film italiani (due fuori concorso, ndr), ma abbiamo scommesso su Tommaso Usberti per la gara. Ci è sembrato che Prima della Guerra (a cui è andato anche il premio Luciano Sovena per il miglior produttore) parlasse una lingua molto universale e la forma di cinema è molto internazionale, è stata una scommessa sicura". Lo dice all'ANSA Beatrice Fiorentino, la delegata generale della Sic, facendo un bilancio dell'edizione 2026 della sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani alla Mostra del Cinema di Venezia. "Tommaso Usberti mi sembra comunque un regista molto maturo, ha già realizzato cinque cortometraggi e ha già una sua poetica personale anche se è al primo film", fa notare. Nella storia il fratello del regista, Piero Usberti, interpreta il 23enne Guido, che nella cittadina del Nord Italia dov'è cresciuto si trova a confrontarsi con l'ambiente misogino e razzista diventato per lui anche identitario. Una realtà che mette in discussione quando incontra Sonia, una giovane immigrata kosovara. C'è "il tema di questa mascolinità tossica anche verso se stesso, ma anche la violenza, il razzismo, il retaggio poi di una cultura patriarcale, ma anche delle circostanze di un mondo che è sempre più polarizzato e violento, nel quale si hanno delle aspettative su un maschile 'macho' ancora oggi - osserva Fiorentino -. Quando c'è questa scintilla tra Guido e Sonia, il protagonista ha l'opportunità di esplorare un mondo amoroso, ma lui quel linguaggio non lo sa parlare perché nessuno gliel'ha mai insegnato". Il premio del pubblico è andato invece a Our Share of Sand di Shalini Adnani, "sul tema dello sfruttamento delle risorse, in questo caso la sabbia, che viene dragata con modalità anche molto poco sicure e si fa anche un discorso sullo sfruttamento del lavoro minorile". È un film "in grado di dialogare con chiunque, la narrazione è un po' più tradizionale, ma non per questo meno potente". Guardando alla selezione della Sic di quest'anno abbiamo trovato "tanti titoli nei quali la nuova generazione fa delle proposte per la costruzione di un nuovo mondo in maniera non violenta, a partire da una consapevolezza del presente, da quello che siamo oggi. Non è una rivoluzione che distrugge ma che vuole cambiare le cose". Infine una riflessione sulle poche cineaste in gara alla Mostra: "Anche noi ci siamo trovati in difficoltà rispetto al minore numero di registe che hanno mandato i propri film per quanto riguarda i lungometraggi, ma sul cortometraggio abbiamo voluto fare una scommessa in maniera provocatoria, dando spazio interamente a talentuose registe italiane che siamo certi possano alimentare una nuova generazione di cinema per il futuro prossimo".

A.Robinson--TNT