Margherita Ferri, 'Piercing girato nel quartiere di Fakir, sono molto scossa'
'Ho scelto Pilastro come simbolo di rinascita, vedere lì la fine dell'umanità difficile'
(dell'inviata Cinzia Conti) "Ho scritto questa storia negli anni perché è difficile mettere su un film, soprattutto quando mescola i generi, è qualcosa di inedito, quindi è difficile trovare un produttore che scommette su una cosa che non si è mai vista. Però ho voluto fortemente ambientarlo nel quartiere Pilastro di Bologna perché era proprio un forte simbolo per me di rinascita". Lo dice in un'intervista all'ANSA la regista Margherita Ferri, a Giffoni con l'evento speciale dedicato a Piercing, il nuovo film da lei scritto e diretto e ambientato a Bologna nel quartiere Pilastro dove è avvenuta la morte del 42enne Abderrahim Fakir durante un fermo di polizia. "I recenti fatti della morte di Fakir - sottolinea Ferri - mi hanno scosso tantissimo, perché noi abbiamo girato il film tra i palazzi di quel quartiere e vedere proprio la fine dell'umanità quando tu hai vissuto, hai girato e hai creato emozioni, ricordi, relazioni, buone pratiche, è stato proprio difficile, è ancora davvero difficile". "L'ho voluto - ha spiegato ancora - perché è un quartiere che è sempre stato identificato con difficoltà sociali, con la presenza di microcriminalità, invece è un quartiere che ha tantissime risorse sociali, attività, coesione e culture diverse che coesistono. E quindi per me era importante ambientarlo lì, infatti abbiamo lavorato anche con la produzione con realtà locali, abbiamo cercato di investire sul quartiere, le comparse sono del quartiere, alcuni piccoli ruoli li abbiamo affidati a persone del quartiere, proprio per dare anche un impatto sociale con la nostra produzione a un territorio che ha una brutta fama, ma in realtà è molto meglio di quello che si pensa". La pellicola segue le avventure di Gemma, Alex e Lauriana, tre diciassettenni inseparabili la cui vita cambia dopo essersi fatte un piercing: misteriosi superpoteri sconvolgono la quotidianità, ma è la nascita della figlia di Gemma a trasformare radicalmente il loro percorso. Quando la giovane madre rischia di perdere la bambina, le amiche intraprendono una fuga rocambolesca che si trasforma in un intenso viaggio verso l'età adulta. Nel cast Beatrice Savignani, Alicia Ann Edogamhe, Lisa Pires Lima, Barbora Bobulova, Thony, Francesco Colella, Samuele Carrino, Giacomo Covi e Andrea Arru. Ferri è la regista de Il ragazzo dai pantaloni rosa, pellicola con lo stesso Arru e Claudia Pandolfi presentata a Giffoni nel 2024 sulla tragica storia di Andrea Spezzacatena, il 15enne che nel 2012 si tolse la vita dopo essere stato vittima di bullismo e cyberbullismo. "Questa non è una storia dolorosa e tragica come quella di Andrea - spiega Ferri - ma non significa che le tre protagoniste adolescenti non abbiano dei problemi reali, concreti, che le mettono davanti alle prove, alle sfide della vita, in particolare nella relazione complicata con i loro genitori, con le madri. Quindi è un film che parla di relazioni, di coming of age, di crescita e anche del potere trasformativo che possono avere i giovani sugli adulti. C'è un confronto generazionale molto forte". "Con Piercing ho voluto raccontare una storia di formazione, di crescita e di amicizia — spiega ancora la regista — ma c'è anche l'amore e la ricerca della propria strada verso la maturità, con l'aggiunta dell'elemento fantastico. La realtà è importante ed è presente, però mi intrigava l'idea di varcare il confine: allontanarsi dalla realtà per raccontarla meglio. È una sfida: usare il fantastico non come una semplice finzione, ma come un'emozione profonda, per trasmettere contenuti importanti con un tocco di divertimento. Mi sono ispirata a storie di ragazzi veri, adolescenti che affrontano la vita di oggi. Nei protagonisti ci sono tanti giovani dei quartieri popolari, con i classici problemi di relazione con i genitori e la ricerca della propria identità e del proprio posto nel mondo. Cosa succede quando non solo sei diverso, ma possiedi un 'superpotere'? Un potere che spesso è il contrappasso delle tue fragilità".
F.Hughes--TNT