The National Times - Dalla Luna uno sguardo inedito sul guscio di plasma attorno alla Terra

Dalla Luna uno sguardo inedito sul guscio di plasma attorno alla Terra


Dalla Luna uno sguardo inedito sul guscio di plasma attorno alla Terra
Dalla Luna uno sguardo inedito sul guscio di plasma attorno alla Terra

Caratterizzato tracciando i segnali dei sistemi di navigazione satellitare

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La Luna è stata usata per la prima volta come punto di osservazione per studiare 'dall'esterno' il guscio di particelle cariche (plasma) che circonda la Terra, grazie a un ricevitore per i segnali dei sistemi di navigazione satellitare Gnss (come Gps e Galileo) posto sulla superficie lunare. Il risultato, frutto della missione LuGRE (Lunar GNSS Receiver Experiment) di Nasa e Agenzia Spaziale Italiana (Asi), è pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letter dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) in collaborazione con il Politecnico di Torino. Il ricevitore LuGRE ha volato a bordo del lander Blue Ghost 1 della Firefly Aerospace, lanciato nel gennaio 2025 e atterrato sulla Luna nel marzo dello stesso anno nel sito di Mare Crisium. Lì ha iniziato a intercettare i segnali dei navigatori satellitari che usiamo tutti i giorni sulla Terra, captandoli dopo che avevano attraversato il plasma terrestre lungo traiettorie quasi orizzontali, su percorsi lunghi oltre 380.000 chilometri. Questa geometria, una sorta di 'radiografia di profilo', ha permesso di sondare la regione di transizione tra gli involucri di particelle cariche che avvolgono il nostro Pianeta (la ionosfera e la plasmasfera), molto difficile da misurare con tecniche tradizionali. Proprio in questa zona si concentrano molti dei processi che governano la dinamica dell'ambiente spaziale terrestre, che incidono sulla qualità dei segnali satellitari: il contenuto di plasma può infatti spiegare fino al 60% del ritardo notturno dei segnali Gnss, con effetti diretti su navigazione e telecomunicazioni. L'analisi delle misure di LuGRE evidenzia alcune discrepanze rispetto ai modelli attualmente utilizzati per descrivere l'ambiente circumterrestre, suggerendo la necessità di un loro ulteriore affinamento. Lo studio dimostra comunque che la superficie lunare offre un punto di osservazione privilegiato per studiare dall'esterno il plasma terrestre. In prospettiva, un osservatorio permanente sulla Luna potrebbe trasformare queste misure sporadiche in un monitoraggio continuo e globale, aprendo la strada a una ricostruzione quadridimensionale delle strutture di plasma e a una migliore comprensione dei fenomeni di meteorologia spaziale che possono disturbare satelliti, sistemi di navigazione e comunicazioni.

D.S.Robertson--TNT