The National Times - Su Marte scoperte rocce ricche di nichel, possibili tracce di vita antica

Su Marte scoperte rocce ricche di nichel, possibili tracce di vita antica


Su Marte scoperte rocce ricche di nichel, possibili tracce di vita antica
Su Marte scoperte rocce ricche di nichel, possibili tracce di vita antica

Risalgono a 3 miliardi di anni fa, scoperte dal rover Perseverance

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Rocce ricche nichel trovate su Marte potrebbero essere la traccia di antiche forme di vita: sono state trovate dal rover Perseverance della Nasa sul fondale di quello che oltre 3 miliardi di anni fa era un enorme lago, nell'attuale cratere Jezero. Ad analizzare le rocce è stato lo studio coordinato da Henry Manelski, dell'Università Purdue negli Stati Uniti, e pubblicato sulla rivista Nature Communications. Miliardi di anni fa Marte era molto differente da quel che appare oggi: al posto di un arido deserto freddo c'erano infatti mari e laghi e vi erano tutte le condizioni adatte allo sviluppo della vita. Forme di vita delle quali oggi non c'è una conferma, ma che potrebbero aver lasciato la loro firma in alcune rocce come in 32 dei 126 campioni di rocce sedimentarie analizzate dagli strumenti a bordo del rover laboratorio Persevernace, in particolare dal laser e gli spettrometri a infrarossi e a raggi X. Queste rocce hanno infatti un alto tasso di nichel al loro interno, fino all'1,1% del peso: un record alla luce delle analisi compiute finora. Proprio la presenza di tali quantità di nichel all'interno di alcuni composti, detti solfuri di ferro, è una possibile firma di antiche forme di vita dato che vari studi indicano che sulla Terra tali rocce si formano principalmente attraverso la respirazione anaerobica di forme di vita unicellulari. La scoperta potrebe essere un ulteriore importante indizio della presenza di forme di vita nell'antico passato marziano, tuttavia, sottolineano gli stessi autori della ricerca, non si tratta ancora di una prova definitiva perché tali composti potrebbero anche essere stati prodotti da altri fenomeni, senza la presenza di forme di vita.

S.Clarke--TNT

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La carenza energetica attuale è dovuta a gravi interruzioni nelle forniture di combustibili fossili. Prima del conflitto in Medio Oriente, circa il 20 % del petrolio mondiale transitava attraverso lo stretto di Hormuz. La guerra ha quasi bloccato questa via marittima facendo salire il prezzo del Brent del 59 % a 115,66 dollari al barile. L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) ha risposto rilasciando 400 milioni di barili dalle riserve strategiche. Anche le forniture di gas naturale liquefatto verso l’Europa sono diminuite.I governi hanno adottato misure straordinarie: la Corea del Sud potrebbe estendere i divieti di circolazione ai veicoli privati se il greggio salisse a 120–130 dollari. In Nigeria i prezzi alla pompa sono aumentati del 65 %, il che ha portato a tagli fiscali e razionamento. L’Etiopia ha disposto riunioni virtuali per risparmiare carburante. Lo Sri Lanka ha ridotto la settimana lavorativa a quattro giorni e le Filippine hanno dichiarato lo stato di emergenza.Raccomandazioni dell’AIE e risposte politiche - l’AIE propone dieci misure per ridurre rapidamente la domanda. Le più importanti sono:- Smart working per diminuire gli spostamenti;- Riduzione dei limiti di velocità di almeno 10 km/h per risparmiare carburante;- Evitare i voli e preferire treni o autobus;- Efficientamento energetico degli edifici tramite isolamento e modernizzazione degli impianti;- Sviluppo delle energie rinnovabili come solare ed eolico ed elettrificazione dei trasporti.Molti Paesi affiancano a queste misure il razionamento e sussidi. L’Indonesia pianifica restrizioni alla circolazione e controlli sui prezzi. Altri Paesi hanno tagliato le tasse sul carburante e introdotto sussidi per contenere i costi.Situazione in GermaniaDurante la crisi del gas del 2022 le famiglie tedesche hanno ridotto il consumo di gas del 20 % e l’energia elettrica del 6–7 %. Tuttavia, ad aprile 2026 le riserve di gas erano al 22,27 % e devono raggiungere l’80 % prima dell’inverno. Gli esperti suggeriscono di investire nell’isolamento, nelle pompe di calore e nelle fonti rinnovabili per ridurre la dipendenza dal gas.I sondaggi mostrano una risposta pubblica variegata. Secondo un’indagine di ista il 69 % degli intervistati risparmia energia per motivi economici, ma quasi la metà non prevede di modificare i propri consumi. Un sondaggio di Hansgrohe/YouGov riferisce che il 69 % è disposto a fare docce più brevi o abbassare la temperatura dell’acqua, ma solo il 32 % la riduce davvero, mentre il 72 % rifiuta l’idea di imposizioni legali.La domanda che i cittadini continuano a porre ai rappresentanti dei media in Germania è: "perché i prezzi della benzina, del gasolio e dell’energia sono così alti? Si tratta di una sfacciata e pura fregatura da parte dello Stato, opera di politici del tutto incapaci, o quali sono le ragioni?"

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