The National Times - Funziona l'esofago coltivato in laboratorio, il test nei maiali

Funziona l'esofago coltivato in laboratorio, il test nei maiali


Funziona l'esofago coltivato in laboratorio, il test nei maiali
Funziona l'esofago coltivato in laboratorio, il test nei maiali

Si prepara la strada a futuri interventi sugli esseri umani

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Funziona nei maiali l'esofago coltivato in laboratorio a partire dalle cellule staminali. In passato un esperimento analogo era riuscito nei ratti e adesso i primi maiali, ossia animali più adatti a essere utilizzati come modello per gli esseri umani per le loro dimensioni e la loro fisiologia, hanno ricevuto l'organo coltivato a partire dalle loro stesse cellule. Il risultato, ottenuto all'University College di Londra dal gruppo guidato dall'italiano Paolo De Coppi, è pubblicato sulla rivista Nature Biotechnology. I maiali nei quali è stato trapiantato l'organo coltivato riescono a mangiare, deglutendo senza difficoltà. Questo risultato segna un passo importante per future sperimentazioni sull'uomo. L'obiettivo è poter coltivare lo stesso organo utilizzando le cellule staminali dello stesso individuo, in modo da avere a disposizione un organo per le persone il cui esofago è danneggiato da malattie, come un tumore. Da otto maiali nani destinati a ricevere il nuovo organo è stato prelevato del tessuto connettivo e utilizzato per ottenere cellule staminali; parallelamente è stato prelevato l'esofago di altri 16 maiali giovani per ottenere cellule originali adatte a fare da impalcatura sulla quale far crescere le staminali dell'esofago. Una volta ottenute le impalcature, i ricercatori hanno iniettato le cellule staminali del maiale destinato a ricevere il nuovo organo. Nell'arco di due mesi, le cellule sono cresciute sull'impalcatura ed è stato ottenuto in questo modo un tratto di esofago da trapiantare. Quindi da ciascuno degli otto maiali è stato rimosso un segmnto di esofago delle imensioni di i 2,5 centimetri ed è stato sostituito con un segmento di esofago coltivato in laboratorio, delle stesse dimensioni.

T.Bailey--TNT

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Mercedes VLE elettrica: Prezzo e prestazioni?

Mercedes non sta semplicemente portando la Classe V nell’era elettrica; ne sta cambiando la natura. Con il VLE, il tradizionale grande veicolo per passeggeri diventa qualcosa di molto più vicino a una limousine su ruote. È qui che si trova il vero significato di questo rilancio. In futuro, Mercedes separerà in modo più netto il VLE, posizionato in un’area vicina alla Classe E, dal VLS, ancora più lussuoso e destinato al vertice assoluto della gamma. Questo nuovo inizio non guarda quindi solo alle famiglie europee o ai servizi alberghieri, ma a un mercato globale in cui i grandi van di lusso sono da tempo diventati simboli di status.Il salto tecnico è coerente con questa ambizione. Il VLE nasce per la prima volta su una piattaforma elettrica dedicata ai van e porta con sé proprio gli elementi che Mercedes vuole associare ai suoi modelli più raffinati: sistema a 800 volt, ricarica molto rapida, sospensioni pneumatiche, asse posteriore sterzante, abitacolo molto più digitale e un interno che vuole sembrare più un salotto che un veicolo da trasporto. Fino a otto posti, zona posteriore estremamente modulabile, tanto spazio utile e una buona capacità di traino servono a dimostrare che non si tratta soltanto di immagine. Mercedes vuole cancellare il vecchio compromesso: fare del VLE insieme una navetta business, un’auto di famiglia, una vettura da viaggio e un prodotto di rappresentanza.Per questo la questione dell’autonomia diventa il vero banco di prova della credibilità. Sulla carta il pacchetto convince: grande batteria, piattaforma elettrica moderna, aerodinamica curata, ricarica veloce e un chiaro tentativo di rendere realmente affrontabili i lunghi tragitti. Tutto ciò rende plausibile il dato ufficiale nel contesto del ciclo di omologazione. Sarebbe però sbagliato leggerlo come una garanzia d’uso quotidiano in qualsiasi scenario. Un veicolo di queste dimensioni parte già da una massa a vuoto molto elevata, e le versioni più pesanti aumentano ulteriormente il peso complessivo. Se poi si aggiungono passeggeri, bagagli, freddo, climatizzazione, cerchi grandi e velocità autostradali sostenute, il valore dichiarato è destinato a scendere. Il VLE non annulla la fisica; dimostra piuttosto fino a che punto la tecnica moderna riesca oggi ad attenuare i limiti classici di un grande elettrico.

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