The National Times - IA, particelle di luce possono simulare memoria e reti neurali

IA, particelle di luce possono simulare memoria e reti neurali


IA, particelle di luce possono simulare memoria e reti neurali
IA, particelle di luce possono simulare memoria e reti neurali

Verso sistemi di calcolo ispirati al cervello che riducono i consumi dei data center

Cambia la dimensione del testo:

Le particelle di luce, i fotoni, possono simulare i meccanismi di funzionamento della memoria associativa e delle reti neurali, aprendo nuove prospettive per lo sviluppo di sistemi di calcolo ispirati al cervello umano che possano offrire alte prestazioni e consumi ridotti. Lo dimostra uno studio internazionale a cui hanno partecipato l'Istituto di Nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Nanotec), l'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) e la Sapienza Università di Roma. I risultati sono pubblicati sulla rivista Physical Review Letters. I ricercatori hanno scoperto che fotoni identici che si propagano all'interno di circuiti ottici si comportano spontaneamente come una Rete di Hopfield, uno dei modelli matematici più noti per descrivere i meccanismi di memoria associativa del cervello umano. "Invece di utilizzare chip elettronici tradizionali, abbiamo sfruttato l'interferenza quantistica, il fenomeno che si manifesta nei chip fotonici quando le particelle di luce si sovrappongono e interagiscono tra loro per codificare e recuperare informazioni", osserva Marco Leonetti, primo ricercatore del Cnr-Nanotec e affiliato al Center for Life Nano- and Neuro-Science dell'Iit. "In questo sistema, i fotoni non sono semplici portatori di dati, ma diventano essi stessi i 'neuroni' di una memoria associativa". Lo studio evidenzia l'esistenza di un limite fondamentale della capacità di memoria, analogo a quello osservato nei sistemi biologici. "Quando il numero di informazioni memorizzate è limitato, il sistema riesce a recuperarle correttamente grazie alla coerenza quantistica", aggiunge il primo autore dello studio Gennaro Zanfardino, attualmente borsista di ricerca dell'Università del Salento. "All'aumentare dei dati, però, emerge una transizione verso una fase di blackout della memoria, in cui il sistema entra in uno stato di disordine, tecnicamente definito vetro di spin, perdendo la capacità di recupero". "Questi risultati aprono nuove prospettive per l'impiego dell'ottica quantistica e della fotonica integrata nello sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale", sottolinea Luca Leuzzi, dirigente di ricerca Cnr-Nanotec e associato alla Sapienza di Roma. "Dispositivi di questo tipo potrebbero garantire elevate prestazioni con un consumo energetico drasticamente inferiore rispetto agli attuali data center". La piattaforma fotonica sviluppata consente inoltre di simulare e investigare sistemi fisici complessi e disordinati, difficilmente trattabili con i computer convenzionali.

F.Hammond--TNT

In primo piano

I primi batteri programmati per divorare i tumori dall'interno

Potrebbero diventare una nuova arma nella lotta al cancro, verso primi test in laboratorio

Mercedes VLE elettrica: Prezzo e prestazioni?

Mercedes non sta semplicemente portando la Classe V nell’era elettrica; ne sta cambiando la natura. Con il VLE, il tradizionale grande veicolo per passeggeri diventa qualcosa di molto più vicino a una limousine su ruote. È qui che si trova il vero significato di questo rilancio. In futuro, Mercedes separerà in modo più netto il VLE, posizionato in un’area vicina alla Classe E, dal VLS, ancora più lussuoso e destinato al vertice assoluto della gamma. Questo nuovo inizio non guarda quindi solo alle famiglie europee o ai servizi alberghieri, ma a un mercato globale in cui i grandi van di lusso sono da tempo diventati simboli di status.Il salto tecnico è coerente con questa ambizione. Il VLE nasce per la prima volta su una piattaforma elettrica dedicata ai van e porta con sé proprio gli elementi che Mercedes vuole associare ai suoi modelli più raffinati: sistema a 800 volt, ricarica molto rapida, sospensioni pneumatiche, asse posteriore sterzante, abitacolo molto più digitale e un interno che vuole sembrare più un salotto che un veicolo da trasporto. Fino a otto posti, zona posteriore estremamente modulabile, tanto spazio utile e una buona capacità di traino servono a dimostrare che non si tratta soltanto di immagine. Mercedes vuole cancellare il vecchio compromesso: fare del VLE insieme una navetta business, un’auto di famiglia, una vettura da viaggio e un prodotto di rappresentanza.Per questo la questione dell’autonomia diventa il vero banco di prova della credibilità. Sulla carta il pacchetto convince: grande batteria, piattaforma elettrica moderna, aerodinamica curata, ricarica veloce e un chiaro tentativo di rendere realmente affrontabili i lunghi tragitti. Tutto ciò rende plausibile il dato ufficiale nel contesto del ciclo di omologazione. Sarebbe però sbagliato leggerlo come una garanzia d’uso quotidiano in qualsiasi scenario. Un veicolo di queste dimensioni parte già da una massa a vuoto molto elevata, e le versioni più pesanti aumentano ulteriormente il peso complessivo. Se poi si aggiungono passeggeri, bagagli, freddo, climatizzazione, cerchi grandi e velocità autostradali sostenute, il valore dichiarato è destinato a scendere. Il VLE non annulla la fisica; dimostra piuttosto fino a che punto la tecnica moderna riesca oggi ad attenuare i limiti classici di un grande elettrico.

Energia, fenomeno ai limiti della fisica apre a nuove tecnologie solari

La vibrazione delle molecole, considerata un limite, utile per produrre energia

Trovata la regione del cervello che fa predicare bene e razzolare male

Valuta onestà e tornaconto personale per guidare le nostre azioni

Cambia la dimensione del testo: