Meccanica agricola in calo ma Italia tiene, ad Eima 60mila modelli
Dal 10 al 14 novembre a Bologna la 47/a edizione con 1.800 industrie
Nel terzo trimestre del 2026, tra luglio e settembre, in calo in Italia tutte le principali tipologie di macchine agricole: rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, tra i vari macchinari, le trattrici perdono il 13,8% e le mietitrebbiatrici il 37,5%. Da inizio anno, su 9 mesi, le trattrici, con un totale di 12.290 unità vendute, registrano una flessione del 3,3%, mentre, nonostante i forti cali estivi, restano in positivo le mietitrebbiatrici (+12,4% con 235 nuove immatricolazioni) e i sollevatori telescopici. In Italia l'impatto è stato attutito con agevolazioni pubbliche. Un miliardo dal governo. Questa la fotografia scattata da FederUnacoma (Confindustria) in occasione della presentazione, al Masaf, alla presenza del ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, della 47/a Eima International, la rassegna della meccanica agricola, a Bologna del 10 al 14 novembre con oltre 60mila modelli. "Sono 1.800 le industrie espositrici - ha spiegato il dg di FederUnacoma Simona Rapastella - delle quali oltre 600 estere in rappresentanza di 45 Paesi". Nella passata edizione 350mila le presenze. "Quest'anno sono attese da 150 Paesi". Rilevanti, ha sottolineato Rapastella, anche i contenuti scientifici, culturali e politici, "con la presenza, accanto ai 14 settori di specializzazione e ai 5 Saloni tematici, dei due Saloni Campus ed Extend, per Università, centri di ricerca, organizzazioni professionali e istituzioni, fra le quali il Crea, con cui FederUnacoma ha sottoscritto un ampio accordo di cooperazione". Presente il presidente Crea, Andrea Rocchi. A fronte di una domanda di innovazione tecnologica potenzialmente molto alta a livello mondiale, ha detto la presidente di FederUnacoma, Mariateresa Maschio, "la congiuntura attuale sta frenando il mercato". In Usa, Francia, Germania, Turchia e Brasile c'è stata flessione nelle vendite di trattrici, in buona parte per il calo dei redditi agricoli, legato oltre che ai maggiori costi di produzione alla crisi climatica. Da qui una strategia articolata con accesso a nuovi mercati, come America Latina, Sud Est asiatico e Africa; sostegno pubblico all'acquisto di mezzi e nuovi investimenti in ricerca e formazione.
S.Clarke--TNT