Esperto, dobbiamo raccontare l'Italia rurale per evitare il degrado
Davide Rampello al Cantiere Pac di Udine ha messo biodiversità e paesaggio al centro
"Se io abbandono un'area, poi c'è tutto il degrado, per questo raccontare il paesaggio agrario italiano significa anche proteggerlo, riconoscerne il valore e contribuire a invertire la rotta rispetto all'abbandono e alla perdita di biodiversità". Ne è convinto Davide Rampello, curatore, direttore artistico e consulente creativo, già presidente della Triennale di Milano, intervenuto al Cantiere di Racconto dell'Italia Rurale promosso dalla Rete Pac con il Ministero dell'Agricoltura e la Regione Fvg attraverso Sviluppo Rurale Fvg. La Rete Pac è uno spazio dove amministrazioni, associazioni, ricercatori, imprenditori agricoli e professionisti si scambiano informazioni sulle politiche agricole e di sviluppo rurale, allo scopo di supportare l'implementazione delle politiche agricole nazionali. Quello di oggi è stato il primo incontro del laboratorio Cantiere di Racconto dell'Italia Rurale, percorso che continuerà fino al 9 luglio prossimo in Fvg. Rampello, al quale è affidata la visione narrativa di questo percorso, ha richiamato il valore del paesaggio agrario italiano, osservando che "in molti casi si è degradato" anche per effetto dell'abbandono. Raccontare i territori, ha indicato, "non è solo comunicazione, ma anche un modo per valorizzare la biodiversità, le colture, gli innesti, i saperi e la ricchezza dei paesaggi rurali italiani". Per Rampello, infatti, coltivare significa anche "mantenere e fare manutenzione del territorio, del bosco e delle aree interne, con effetti sull'assetto idrogeologico e sulla qualità del paesaggio". Con Rampello racconteranno l'Italia Rurale anche William Gray, autore e copywriter italo-americano, e Alessandro Spinelli, professionista del digital marketing e delle strategie di crescita aziendale. I materiali prodotti saranno poi raccolti e confluiranno nell'evento annuale della Pac previsto a novembre a Roma.
F.Hammond--TNT