In Italia la filantropia 'vale' circa 25 miliardi all'anno
la ricerca su 'i dati della filantropia' curata dal partner EY Mario Rocco
L'importo stimato del valore della filantropia in Italia è pari a circa 12,7 miliardi, a cui si arriva senza tenere conto del contributo di valore del volontariato che è di circa 12 miliardi: la cifra complessiva è quindi vicina a 25 miliardi. E' uno dei dati più significativi emersi dalla ricerca illustrata da Mario Rocco, Partner EY, Valuation, Modelling and Economics Leader, nel corso dell'incontro di presentazione del nuovo progetto di EY Foundation "Visioni e Connessioni". In questo quadro relativo al Terzo settore, il peso delle Fondazioni di impresa a seconda di diversi scenari di calcolo oscilla tra il 10 e il 15% di quei 12,7 miliardi indicati come valore complessivo della filantropia, calcolato su base annua. Una leva economica importante che secondo Mario Rocco potrebbe anche assumere un maggiore impatto nel sistema economico. "Nello scenario attuale, in cui il welfare pubblico è sempre più sotto pressione, la filantropia può assumere un ruolo strategico all'interno del sistema economico e sociale del Paese" osserva il partner EY. "Il trasferimento di ricchezza che si profila nei prossimi anni rappresenta un'opportunità per rafforzare il Terzo Settore, a condizione di renderlo più solido, trasparente e misurabile. Un sistema in cui le risorse siano tracciabili nella loro destinazione, oltre che nella raccolta, è in grado di dialogare con le istituzioni, contribuire alla definizione delle policy e svolgere un ruolo strutturale a supporto dei più fragili" ha osservato nel corso della presentazione di 'La fotografia dei numeri: i dati della filantropia' curata con Carlo Chiattelli. La premessa dell'analisi è che "dimensionare il terzo settore è difficile perché i numeri sono molto frammentati, spesso perché le fonti prendono a riferimento perimetri diversi e quindi fare una foto è complicato: noi abbiamo preso come base per i nostri calcoli l'Istat e il Rums" (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore), precisa. Anche per Giulio Tremonti, Presidente di Aspen Institute Italia, considerato il 'padre' dell'8 per mille, l'attuale crisi del Welfare State con l'enorme allargamento del divario "tra culle e tombe" rischia di rendere drammatica nel giro di un decennio l'andamento della spesa sanitaria e assistenziale, rendendola praticamente alla portata solo di chi ha denaro per acquistare i servizi. Diventa quindi necessario dare regole certe al terzo settore, ragiona l'ex ministro dell'Economia, senza contare che ci sono anche grandi somme derivanti "da eredità di chi non ha eredi, un fenomeno che riguarda enormi quote di patrimonio immobiliare che in teoria dovrebbe andare al demanio" che tuttavia non è attrezzato in questo senso. Di qui la proposta di legge che Giulio Tremonti ha presentato nel 2025, volta a eliminare le tasse su tutte le donazioni, presenti e future, a favore del Terzo Settore. I dati sull'andamento demografico di Italia e Europa, è la premessa, ci dicono che l'invecchiamento "è drammatico : andiamo e siamo già in una crisi del Welfare State inventato nel dopoguerra per portare l'uomo dalla culla alla tomba; entra in crisi perchè vede poche culle e poche tombe", osserva Tremonti, e con conseguenze nella spesa sanitaria e assistenziale che "nell'arco di dieci anni" possono portare questi fenomeni a esiti "drammatici".
D.Kelly--TNT
