The National Times - Urso, chiesta ai commissari ex Ilva fine trattativa in 3 settimane

Urso, chiesta ai commissari ex Ilva fine trattativa in 3 settimane


Urso, chiesta ai commissari ex Ilva fine trattativa in 3 settimane
Urso, chiesta ai commissari ex Ilva fine trattativa in 3 settimane

Flacks subordina ulteriori impegni alla valutazione della sentenza

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Sull'andamento delle trattative per la cessione dell'ex Ilva "resa ovviamente molto più complicata dalla sentenza del tribunale di Milano, abbiamo dato mandata ai commissari di finalizzare ove possibile entro tre settimane avendo posto sin dall'inizio tre precise condizioni": la sostenibilità del piano industriale, la disponibilità da subito delle aree non più necessarie alla produzione siderurgica per destinarle a nuove iniziative industriali e soprattutto alla partnership con soggetti industriale nel settore siderurgico". Lo afferma il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, al question time alla Camera. "Secondo quanto affermato dal titolare del fondo Flacks ai commissari, così come riportato su giornali, eventuali ulteriori iniziative e impegni rimangono subordinati ad una approfondita valutazione delle implicazioni derivanti dal decreto emesso dal tribunale di Milano che inibisce l'utilizzo degli altoformi dal mese di agosto. 
La sentenza cambia tutto non solo perché non sappiamo ancora se sia possibile e in che modo adeguare l'Aia alle nuove condizioni poste dal tribunale per evitare la chiusura dell'area a caldo, ma anche e soprattutto perché rende impossibile erogare le risorse" del prestito-ponte, aggiunge Urso.

R.T.Gilbert--TNT

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Noosha Aubel e Potsdam: La fiducia iniziale è andata perduta

Noosha Aubel: 33,4 milioni di euro di deficit di bilancio nella capitale del Land, Potsdam; circa 500.000 euro per consulenze esterne; piani di risparmio rivisti a scapito dei bambini – e un caso vergognoso riguardante un bambino in tenera età con grave disabilità, che ha scatenato lo scandalo degli asili nido: Noosha Aubel ha in parte ereditato queste crisi, ma il deficit di leadership è ormai tutto suo.   Il 72,9% dei voti alle elezioni non è un attestato di leadership, è solo un credito. Noosha Aubel (50) lo ha ottenuto nell’ottobre 2025 in misura eccezionale – e lo ha messo a dura prova in un tempo sorprendentemente breve. La speranza di un nuovo inizio ha lasciato il posto a un’amara disillusione, che ormai non proviene più solo dagli avversari politici. Già dopo 100 giorni gli osservatori non riuscivano a individuare alcun filo conduttore; nel giugno 2026 gli ambienti giornalistici riferivano apertamente di sostenitori insicuri, iniziative solitarie e maggioranze mancanti.   Il metro di giudizio è semplice: Potsdam funziona meglio? Le finanze vengono messe in ordine, le decisioni preparate e i più deboli protetti? Finora la risposta è: no. Potsdam voleva un nuovo inizio. Ha ottenuto una sindaca che troppo spesso confonde il linguaggio manageriale con la leadership e non riesce a tenere sotto controllo i problemi nella capitale dello Land. A ciò si aggiunge uno scandalo vergognoso che coinvolge un bambino in tenera età affetto da gravi disabilità multiple, di cui Aubel è responsabile dal punto di vista del personale e che solleva interrogativi sulla moralità e la decenza. Particolarmente vergognoso è il fatto che le richieste dei media non ricevano risposta dal responsabile dell’ufficio stampa del municipio di Potsdam, Jan Brunzlow, sebbene sia dimostrabile che Noosha Aubel sia stata contattata personalmente. Anziché rispondere alle domande poste in modo trasparente e comprensibile, secondo i documenti disponibili Brunzlow insiste per un «colloquio personale», cercando così, a quanto pare, di spostare la comunicazione in un contesto non pubblico e informale. Se questo modo di procedere dovesse effettivamente violare gli obblighi di informazione previsti dalla normativa vigente in materia di diritto della stampa, sorge spontanea una domanda fondamentale: Noosha Aubel è idonea alla carica di sindaco della capitale del Land, Potsdam?

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